Intorno al 1837, un misterioso oggetto superò un invisibile faro cosmico situato a 1.000 unità astronomiche di distanza. (Un’unità astronomica, o AU, corrisponde alla distanza media -Sole.) Per oltre un secolo, proseguì il suo cammino alla volta della nostra stella senza mai essere osservato. Solo il 19 ottobre 2017 gli esseri umani si accorsero di questo visitatore.
Quella notte, in un’immagine di 45 secondi catturata dal telescopio Pan-STARRS1 di proprietà dell’Università delle Hawaii a Maui, apparve una debole e sottile scia. Il mattino dopo, il ricercatore postdottorato Robert Weryk notò tale scia e la confrontò con un’immagine ripresa il giorno precedente. L’oggetto era lì. Si muoveva in modo regolare nel cielo, coprendo circa 6,2° al giorno.

Quando siamo arrivati al 22 ottobre, due cose erano ormai chiare: l’oggetto si trovava su un’orbita iperbolica, ovvero si avvicinava una sola volta al nostro Sole per poi allontanarsi di nuovo, senza mai tornare. Dall’analisi della sua orbita si era compreso che non proveniva dal nostro sistema solare, ma da un altro sistema stellare. Era il primo ospite interstellare di cui avessimo conoscenza. L’oggetto, dal nome ufficiale 1I/2017 U1, è conosciuto anche come ‘Oumuamua, che in hawaiiano significa “messaggero che arriva da lontano ed è il primo a giungere”. Dopo la sua scoperta, ‘Oumuamua si muoveva così velocemente che gli astronomi avevano a disposizione appena quattro mesi circa per osservarlo; in seguito l’oggetto si era allontanato troppo dal Sole e si era spento al di là della nostra capacità di osservarlo. Tuttavia, nel 2019 avremmo conosciuto il nostro secondo ospite interstellare, la Cometa 2I/Borisov, e a luglio 2025 sarebbe stato osservata la terza oggetto conosciuto provenient dal di fuori del nostro sistema solare, il 3I/ATLAS.
Alison Klesman
Bu gelişme hakkında düşüncelerinizi, donanım deneyimlerinizi veya sorularınızı Community Forumumuzda paylaşın.
Foruma Katıl & Yanıtla ➔

No comments yet